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Jerk it out

mc_donalds_we_are_hiring

Wind me up
Put me down
Start me off and watch me go
I’ll be runnin’ circles around you sooner than you know
A little off center
And I’m out of tune
Just kickin’ this can along the avenue

Jerk it out – “Love for the streets” Album
Caesars, 2003

In seguito all’aumento di debito senza precedenti susseguente la Covid Crisis, le banche centrali si trovano oggi in bilico davanti ad un dilemma decisionale dalle indubbie conclusioni lose-lose rispetto ad uno scenario goldilocks di crescita sostenuta ed inflazione contenuta; le opzioni sul tavolo sono infatti solamente due:

  • continuare ad espandere il proprio bilancio, mantenendo tassi di interesse contenuti, al costo di innescare una spirale inflazionistica
  • invertire la politica monetaria iper-espansiva a causa del surriscaldamento delle condizioni economiche, innescando la resa dei conti attorno alle valutazioni record delle attività finanziarie e rischiando default a catena in un mondo iper-indebitato e dunque ipersensibile ai movimenti dei tassi

Essendo lo scenario inflattivo quello maggiormente accreditato, perché più facile da implementare a livello politico (l’inflazione, non dimentichiamolo, resta una tassa occulta), lo scritto di oggi si propone di investigare gli hotspots inflattivi di maggior rilievo a livello macroeconomico.

You default on debt or you default on the currency

Diego Parrilla

Lavoro

I commentatori economici più esperti, nelle loro comparsate sui principali media di informazione finanziaria, sostengono che non può esserci un’inflazione sostenuta senza un aumento generalizzato dei salari.

Se il grafico di sinistra sembrerebbe puntare ad una risalita nell’inflazione salariale sebbene su livelli più contenuti rispetto a quelli pre-pandemici, guardando invece ai numeri da gennaio 2020 a marzo 2021, registriamo un aumento ben superiore al 2019, pari a +8%. Questo senza tener conto né dell’impatto delle misure di helicopter money attuate durante la crisi, che hanno portato alla creazione di quasi 3 trilioni di dollari di risparmi personali, (quasi il doppio del precedente picco storico), né degli aumenti di stipendio previsti e discussi da qui ai prossimi mesi.

Pare interessante osservare (grafico a sinistra) come la crescita salariale per la coorte tra i 16-24 anni, a maggio 2021, si attesti al 7.6%; inoltre si registra un record sia per quanto riguarda gli annunci di nuovi posti di lavoro, che per i licenziamenti (di seguito).

Le aziende stanno affrontando sempre più carenza di manodopera, dato che i sussidi di disoccupazione sono stati molto più alti del normale. In combinazione con i pagamenti una tantum del governo, è stato meno attraente per molti lavoratori rientrare nel mondo del lavoro. Le difficoltà dell’assistenza all’infanzia hanno aggravato la situazione. L’indice di “posti di lavoro difficili da riempire” (grafico in basso a sinistra) ha raggiunto un livello record, così come il livello di risparmio sopramenzionato (grafico in basso a destra).

Si veda la tabella a sinistra a ulteriore conferma degli aumenti salariali avvenuti nel corso degli ultimi 12 mesi; secondo Mark Zandi, capo economista presso l’agenzia di rating Moody’s, “si tratta di una delle più forti crescite salariali che abbiamo visto in un quarto di secolo”.

Dunque quali spunti possiamo trarre dalle evidenze qui menzionate?

  • Il mercato del lavoro sembra offrire ben più opportunità rispetto a chi cerca un impiego
  • Il benessere derivante dai sussidi statali combinato con i profitti di trading utilizzando i suddetti sussidi a scopo di speculazione sui mercati finanziari, sta disincentivando la partecipazione di molti al mercato del lavoro
  • Le società stanno aumentando i livelli delle buste paga (i.e. si noti che McDonald’s per la prima volta offre un bonus one-off solamente per presentarsi ad un colloquio conoscitivo)

A seguire una rapida rassegna stampa che ben riprende la peculiarità del fenomeno:

https://edition.cnn.com/2021/06/29/economy/global-worker-shortage-pandemic-brexit/index.html

https://www.businessinsider.com/companies-raising-wages-workers-pandemic-hiring-chipotle-costco-target-walmart-2021-5?r=US&IR=T#under-armour-10

https://www.cnbc.com/2021/05/22/wages-rise-at-the-fastest-pace-in-years-firms-profits-could-take-a-hit.html

Il grafico qui sotto infine mette in evidenza come, seppur su livelli storicamente bassi, il rapporto tra la compensazione dei lavoratori e i profitti delle aziende stia finalmente iniziando a risalire.

Tasse

Se da un lato il consumatore ha accumulato risparmi in eccesso grazie al supporto delle autorità monetarie e fiscali, di converso si è invece creato un deficit di bilancio senza precedenti da parte dei governi: in US la media del deficit dal 1969 si è attestata al -3%, mentre ora è al -19% (…) e se fino ad ora trilioni di dollari sono stati spesi per tappare i buchi di privati e imprese, la vera grande spesa sarà costituita da un pacchetto di misure per stimolare la crescita nei prossimi anni, di cui il recente piano infrastrutturale da 1 trilione di dollari avanzato da Biden è solo l’inizio. E l’Europa, si veda di seguito, si trova sulla stessa rotta:

La situazione delle finanze pubbliche risulta compromessa, cosi come la solidità delle valute fiat che continuano a venire monetizzate dalle banche centrali; considerando che il livello di tassazione sulla popolazione agiata è in costante declino da decenni, così come il gettito, senza dimenticare la spinta populista, nonché la polarizzazione sempre crescente della ricchezza e dei mezzi di produzione, risulta difficile immaginare uno scenario futuro in cui questo trend ribassista venga preservato. Nell’ultimo periodo storico in cui i deficit sono stati di queste dimensioni:

  1. l’inflazione si è attestata intorno al 3%
  2. la base monetaria è esplosa portando alla svalutazione del dollaro
  3. i tassi di interesse sono scesi per mitigare il costo del deficit
  4. il livello di tassazione è salito fino a toccare picchi del 90% per le classi più abbienti

Costs and Prices

La pressione sui margini delle aziende è ulteriormente acuita da almeno tre elementi addizionali:

  • i colli di bottiglia con cui le aziende si devono misurare giornalmente per rispettare i tempi di consegna
  • costi di produzione in rapida ascesa che devono esser assorbiti e passati ai clienti per quanto possibile
  • la fase di CAPEX build up a fronte di magazzini da riempire

Sommando tutti questi elementi, sembra davvero complicato continuare ad assistere ad un incremento dei margini come negli ultimi 30 anni.

Tuttavia, modelli di business resilienti, agili, knowledge intensive e/o oligopolisti (i.e. quali ad esempio Healthcare, Tech in generale e subscription based businesses in cloud in particolare) saranno in grado di navigare questo scenario precario di “crescita a tutti i costi” innovando e preservando il proprio pricing power e di conseguenza la propria competitività.


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