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| | Pie in the sky

Pie In The Sky – 10 Ottobre

Il consueto approfondimento visual mensile si concentra su analogie e differenze tra la crisi dei mutui subprime e quella del Covid.

La presentazione in formato PDF è scaricabile attraverso questo link.


Qui sotto si mostrano gli attuali rendimenti obbligazionari corporate e sovereign delle principali economie occidentali, paragonati a quelli di 20 anni fa: seppur il debito continui ad aumentare, i rendimenti richiesti da parte degli investitori continuano ad assottigliarsi


I due grafici paragonano la traiettoria del debito pubblico americano e l’aumento del bilancio della FED in seguito alla crisi finanziaria del 2008 e successivamente alla pandemia nel periodo 2020-21: le misure fiscali e monetarie messe in campo in risposta al COVID sono state molto più rapide ed imponenti


Dieci anni fa il settore industriale e quello petrolifero rappresentavano circa il 20% dei 25 principali componenti dell’indice S&P500. Oggi questi due settori risultano totalmente esclusi all’interno della graduatoria


Nel grafico qui di seguito vengono mostrate le aspettative di inflazione a 5 e 10 anni prezzate dal mercato obbligazionario US: prima del 2008 questo valore oscillava tra il 2% ed il 3%, in linea con le aspettative della FED. Dal 2010 in poi il livello ha iniziato a scendere lentamente, assestandosi al di sotto del 2% durante gli ultimi 5 anni, per poi registrare i massimi degli ultimi 15 anni successivamente allo scoppio della pandemia


Sebbene il rapporto tra il numero di articoli che menziona inflazione in rialzo rispetto a quelli che parlano di inflazione “in calo” o “transitoria” sia tornato ai livelli di fine 2018 (primo grafico), nelle call trimestrali delle società dell’indice S&P500 i riferimenti ad inflazione e supply chains sono ai massimi degli ultimi 20 anni (grafici sotto)


Il grafico mostra come l’ultima volta che l’inflazione in Germania segnava un valore superiore al 4%, il tasso di interesse della Banca Centrale si situava attorno al 6%. Oggi, quest’ultimo valore è, invece, stabilmente ancorato allo 0%


Sebbene le aspettative di crescita negli Stati Uniti fossero ancorate intorno al 3% di aumento reale del GDP per anno nel periodo 2000-2008, questa metrica ha continuato a flettersi nel decennio successivo; tuttavia sembrerebbe che la recessione imputabile alla pandemia non abbia lasciato traccia quando analizzata in prospettiva sui prossimi 6-10 anni


Da gennaio 2007 a settembre 2020, la performance relativa delle azioni ritenute «value» rispetto ai titoli con potenziale di crescita maggiore e di conseguenza valutazioni più elevate, è passata dal quartile più caro, alla percentile meno cara storicamente (100th)


Il grafico riporta l’andamento dei margini operativi aggregati (EBIT Margin) delle aziende comprese all’interno di alcuni indici come S&P 500 e MSCI Emerging Markets: rispetto al periodo pre-pandemico i margini sono di gran lunga superiori.


Se c’è un valore che invece è rimasto costante negli ultimi 10 anni è il salario orario minimo di un lavoratore negli USA: l’ultimo ritocco verso l’alto risale al 2009, quando si è passati da 6.55$ all’attuale livello di 7.25$.


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