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Quelli che benpensano

Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile

La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere

E non far partecipare nessun altro

Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro

Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili

Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili

Quelli che benpensano

“La morte dei miracoli” album

Frankie hi-nrg mc, 1997

I primi giorni di maggio dello scorso anno, nello scritto “Fed and prudent investing” (https://brightside-capital.com/2020/05/05/fed-and-prudent-investing/ ), lasciavo la chiusa ad un tema che mi sembrava pronto a schiudersi davanti agli occhi di tutti nei mesi seguenti, il concetto di Banana Republic:

Il 2021 si è aperto sotto i migliori auspici, segnando finalmente un ritorno ai sani principi democratici dopo quattro anni dove tutto è stato permesso:

Anche se le beghe sui rischi di monopolio dei big tech americani non riguardano solo US, ma anche… l’Uganda:

Come è stato ripreso dai principali quotidiani italiani, ci sentiamo confortati dal fatto che sia stato puramente uno spirito di giustizia a muovere i Social Media nell’attività di contenimento del diritto all’espressione dei tanti sediziosi che come Barron andavano per forza arginati:

Scherzi a parte, ognuno si è costruito la propria idea su quanto è successo in USA nelle ultime settimane ma penso che tutti possiamo convergere sul fatto che nessuno di certo si sia fatto ispirare da Voltaire:

Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente

Quello che interessa agli investitori non è però leggere le notizie ma capire dove stiamo andando, per questo suggerisco una lettura degli accadimenti politici degli ultimi giorni che conferma la necessità di un mondo maggiormente “decentralizzato”.

I rischi di organizzazioni centralizzate che impongano il loro dictat, a prescindere dalla bontà della decisione che prendono, sta diventando troppo grande per poter essere ignorato. Se il tema della decentralizzazione è rimasto fino a ieri appannaggio di pochi, come se fosse solamente una futuristica fascinazione, dopo gli eventi degli ultimi giorni possiamo senza dubbio affermare che sta diventando un imperativo categorico.

E’ difficile che le grandi piattaforme tecnologiche possano riuscire a manifestare il potere in un modo piu’ sfrontato rispetto a quello esercitato negli ultimi giorni, “bannando” senza alcun supporto giuridico, il Presidente degli Stati Uniti d’America; senza il minimo timore di poter essere chiamati a rispondere per tutto questo, dato che negli Stati Uniti vige ancora il primo emendamento, che ricordiamolo:

The First Amendment provides that Congress make no law respecting an establishment of religion or prohibiting its free exercise. It protects freedom of speech, the press, assembly, and the right to petition the Government for a redress of grievances (www.whitehouse.gov)

Come sempre la popolazione non decide nulla, ma in un sistema capitalista, ancora formalmente aperto, può di fatto dimostrare dissenso rispetto allo status quo, usando tecnologie nuove o alternative; tecnologie che molto più di quanto accade oggi dovranno mettere al centro la privacy degli utilizzatori.

Per quale motivo la popolazione dovrà utilizzare servizi di comunicazione sapendo che le società che forniscono tali servizi, spiano su ogni parola che viene spesa, quando sarà a disposizione un servizio in grado di fornire lo stesso standard di servizio ma magari una maggiore attenzione alla privacy? Proprio in questi giorni infatti moltissimi di noi stanno aprendo account su Telegram e Signal per salutare Whatsapp…

E’ un dato di fatto inoltre che più le generazioni che controllano i destini del mondo esercitano in modo coercitivo le loro priorità, più le generazioni emergenti diventeranno desiderose di sfidare lo status quo e trovare meccanismi di funzionamento alternativi agli esistenti: e l’opposto della centralizzazione coercitiva è appunto la decentralizzazione

Più chi esercita la leadership ci ricorda che può fare tutto ciò che vuole come negli ultimi giorni, più milioni di cittadini sono obbligati a pensare che ci può anche essere un mondo migliore, un mondo dove non ci deve per forza essere una sola persona o un solo algoritmo che decida per tutti relativamente a quali informazioni dobbiamo ricevere. Se qualcuno poteva ancora avere dei dubbi sulla capacità delle grandi piattaforme tecnologiche di influenzare i comportamenti, dopo gli ultimi accadimenti tutti dovrebbero aver capito capito come “il privilegio di poter scegliere” ci stia lentamente ma inesorabilmente scivolando via dalle mani.

Come ci ricorda la frase simbolo di “The social dilemma” su Netflix:

IF YOU DON’T PAY FOR THE PRODUCT, YOU ARE THE PRODUCT

Gli adorati giganti della tecnologia, che avrebbero dovuto schiudere davanti a tutti noi un mondo pieno di alternative dove tutto sarebbe potuto diventare possibile, sono passati dall’altra parte della staccionata, hanno smesso di essere annoverati tra le fila dei buoni, per un manifesto eccesso di sicurezza.

Guardando per un attimo il lato positivo, on the Brightside, tutto ciò renderà l’agone competitivo nuovamente effervescente, new comers si affacceranno e nuovi modelli prenderanno il sopravvento: questo è il ciclo di vita delle tecnologie, questa è la distruzione creativa di Schumpeter!

Difficile pensare che in un mondo che ha così bisogno di decentralizzazione, la finanza possa percorrere una strada differente. Se così non fosse, ciò che ci attende l’ha indicato da tempo la filosofa russo-statunitense (sic!) Ayn Rand (morta nel 1982, per la cronaca):

We are fast approaching the stage of the ultimate inversion: the stage where the Government is free to do anything it pleases, while the citizens may act only by permission: which is the stage of the darkest periods of human history, the stage of rule by brute force

POST SCRIPTUM: ho scritto questo articolo mercoledì scorso, poi giovedì esce questa catena di Tweet da parte del fondatore di Twitter, Jack Dorsey, che espande ulteriormente il concetto con espliciti riferimenti al mondo della finanza decentralizzata e delle Crypto


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